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Torna Gibson ed è polemica

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’Apocalypto’ arriva nelle sale italiane



Il nuovo film di Mel Gibson ambientato nell’antico impero Maya, esce su 300 schermi italiani senza alcun divieto ai minori nonostante, secondo chi lo ha già  visto, sia un concentrato di violenza nei confronti di animali e esseri umani. La decisione di non vietare il film ha subito suscitato le proteste di alcuni parlamentari. Intanto il regista messicano Catlett accusa: ’Gibson ha copiato un mio vecchio film sui Maya’.’Ci dovrebbe essere un controllo adeguato per evitare che i minori subiscano gli effetti palesemente negativi della martellante pressione determinata da continue ed indiscriminate scene di violenza’ dice il deputato di Forza Italia, Maurizio Paniz, della commissione Bicamerale per l’Infanzia. ’Sconcerta la mancanza di divieti’ gli fa eco il deputato della Margherita Riccardo Villari: ’al contrario di Stati Uniti, Germania, Olanda, Irlanda e Canada dove Apocalypto è stato vietato, l’Italia è l’ unico paese che non pone restrizioni alla violenza di un film così cruento, che potrà  essere visto da tutte le età . E’ evidente che qualcosa non va nei meccanismi di controllo’.

Ma è la stessa commissione di censura che ha visionato il film ad essere spaccata al suo interno: ’Io e l’altra rappresentante dei genitori, avevamo chiesto il divieto ai minori di 14 anni, ma i due esperti di cultura cinematografica e i due rappresentanti di categoria presenti hanno votato contro - spiega Claudia Caneva, docente di Antropologia filosofica alla Pontificia Università  Lateranense di Roma, presente in commissione come rappresentante dell’Associazione genitori scuole cattoliche - .Pensiamo che il film di Gibson contenga un carico tale di violenza e di angoscia fra decapitazioni, sangue e sacrifici umani, per cui è del tutto inadatto al pubblico più giovane, che non ha la capacità  di astrazione degli adulti’. Per la Caneva, oltretutto ’è uno scandalo che in quella seduta, in commissione, non ci fosse lo psicologo. Il membro incaricato si è dimesso poco dopo la nomina e da allora, di quando in quando, è stato sostituito, ma il 19 dicembre per visionare ’Apocalypto’ non c’era’.
Una situazione che ha spinto la Caneva e l’altra rappresentante dei genitori Marida Monaco a scrivere a Gaetano Blandini, direttore generale per il Cinema del ministero per i Beni e le Attività  Culturali, minacciando le dimissioni in caso non si ponga rimedio a uno stato di cose che ’va avanti da molto tempo’ e che entrambe considerano ’un’ingiustizia grave’. ’Come prevede la legge, lo psicologo è stato convocato, ma non era presente. Questo però non significa che la commissione si possa bloccare, perché la legge dice che si opera con il numero legale’: replica Blandini, facendo però rilevare che ’è da circa 20 anni che sento parlare di riforma della censura, ma non si è neanche arrivati a un disegno di legge’.

In controtendenza il parere su ’Apocalypto’ dell’ esperto di tv Carlo Freccero: ’E un film molto interessante sulla violenza del potere, un potere primordiale e premoderno come quello di oggi. La riprova è nel fatto che perfino le immagini di Saddam con il cappio al collo siano state diffuse con sufficiente indifferenza e che Bush abbia identificato nell’esecuzione del rais la pietra miliare di quella democrazia che l’Occidente si è incaricato di instaurare in Iraq. Se avessimo dovuto vietare il film, allora avremmo dovuto spegnere i tg dal 2001. Dopo le torture nel carcere di Abu Ghraib, è imbarazzante fare ragionamenti di questo tipo’.

’Gibson ha copiato il mio film’
Non ha dubbi il regista messicano Juan Catlett. Molte scene di ’Apocalypto’, sostiene Catlett come riportato dal sito Digital Spy, sono copiate da un altro suo film sempre dedicato alla civiltà  maya: ’Return To Aztlan’. Il regista cita addirittura un episodio ’compromettente’: Gibson gli ha chiesto nel 1989 copia del film, mentre stava scrivendo la sceneggiatura di ’Apocalypto’. Catlett ha sguinzagliato i suoi legali per fargli causa.

(tgcom)
05/01/2007, 10.56
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