Milano, Torino, Udine, Cagliari, Ascoli. Nel giorno in cui su uno dei campi di serie A si sperimenta una tecnologia che potrebbe rivoluzionare il futuro della categoria, gli arbitri e i loro assistenti si rendono protagonisti di numerosi errori, più o meno gravi. Un festival dell’horror che, senza distinzioni, attraversa tutta Italia sottolineando la crisi di un settore che ancora rimpiange i fischi di Collina e quelli di un Paparesta, per ora, sempre a mezzo servizio.
Se ne sono viste di tutte i colori a partire dall’anticipo del Meazza di sabato. E’ iniziata la ripresa di Inter-Siena da qualche minuto, Maicon sfiora Antonini che va a terra, De Marco indica il dischetto assegnando un rigore quantomeno generoso. La notte non porta consiglio, anzi, domenica la situazione peggiora in maniera decisa. L’episodio più discusso ha per palcoscenico l’Olimpico di Torino: il salvataggio sulla linea di Barone su conclusione di Marianini non è ’propriamente’ sulla linea, bensì qualche spanna oltre.
Siamo sullo 0-0, Ivaldi – già avvezzo a situazioni del genere – incredibilmente (e probabilmente tra i pochi in tutto lo stadio) non vede, il regalo che mancava a un Toro che nei minuti finali mette la ciliegina sulla torta con Comotto. Il gol fantasma sul campo sbagliato. Già perché è a Udine che si sperimenta il progetto del CNR di Bari. Quattro telecamere a vegliare sulla linea di porta, altre quattordici per valutare tutte quelle situazioni dubbie che vanno dalle più classifiche da area di rigore fino ai fuorigioco. Per ora non può influire sulle decisioni arbitrali ma se fosse già attivo avrebbe evitato le polemiche e le ire calabresi per il gol assegnato da Bertini a Iaquinta, che pare partire da posizione di offside in occasione del gol dell’1-1. Un fuorigioco di pochi centimetri e, comunque, di difficile valutazione se paragonato a quello di Gilardino a Cagliari.
L’attaccante rossonero capitalizza un cross di Gourcuff partendo da una più che netta posizione irregolare. Brighi in questo caso non riceve alcun aiuto dal suo assistente Papi. Una giornata che partita malissimo sin dall’anticipo, si chiude in maniera ben peggiore. Nel posticipo del Duca l’Ascoli passa in vantaggio con un gol chiaramente irregolare di Bjelanovic: con Pantanelli fuori dai pali, l’attaccante croato al momento del tocco decisivo ha un solo giocatore – Edusei – tra sé e la porta. Vani i tentativi catanesi di convincere Pieri, quest’anno non nuovo a errori da prima pagina, a rivedere la sua decisione. Insomma un fine settimana nerissimo.
Ben vengano le nuove tecnologie se il livello della nostra classe arbitrale è questo. Attendendo quel momento l’Aia e Gussoni sono chiamati a intervenire piuttosto in fretta. Fermare chi da qualche tempo non assicura più prestazioni di livello diventa un obbligo, e il buon senso dice di pescare dal bacino della serie B arbitri che hanno dimostrato ottime qualità come, ad esempio, Lena o Lops. Ne va della serietà del campionato.
04/12/2006, 16.59